Sun sì. Nel giorno dello sciopero, resto vicino ai lavoratori e alla storia che abbiamo costruito insieme.
Nel giorno in cui si chiude una parte importante del mio percorso, l’intervista al TG3 è stata l’occasione per ribadire rispetto, gratitudine e vicinanza verso i lavoratori.
Questa mattina ho avuto il piacere di raccontare al TG3 una parte importante della mia storia: quella di un percorso imprenditoriale nato dal lavoro quotidiano, cresciuto con sacrificio e costruito sempre insieme alle persone.
È stata una giornata particolare. Una giornata di sciopero. Una giornata che arriva proprio mentre si chiude una parte fondamentale del mio percorso.
In cinquant’anni di impresa non era mai accaduto. Non condivido le ragioni di questa protesta, ma rispetto profondamente il diritto dei lavoratori a manifestare, a dissentire, a esprimere le proprie preoccupazioni. È un diritto che appartiene alla democrazia del lavoro e che va riconosciuto sempre, anche quando non si è d’accordo.
Per questo oggi ho scelto di esserci.
Come si dice in piemontese: Sun sì.
Sono qui.
Sono qui perché, al di là delle posizioni diverse, so che da entrambe le parti c’è lo stesso desiderio: il bene dell’azienda, la tutela del lavoro, il futuro di una storia costruita in tanti anni con impegno, fatica e responsabilità.
Essere intervistato tra le corsie di un supermercato ha avuto per me un significato particolare. Quello non è soltanto un luogo di vendita: è il luogo in cui, per tanti anni, si è espressa la nostra idea di impresa. Un’impresa vicina ai clienti, radicata nei paesi, presente nei quartieri, capace di offrire un servizio concreto anche dove spesso i servizi non sono scontati.
In cinquant’anni di attività ho imparato che un’azienda non si misura soltanto dai numeri. Si misura soprattutto dalla fiducia che riesce a costruire, dal lavoro che genera, dalla responsabilità che si assume verso i collaboratori, le famiglie e il territorio in cui opera.
Il nostro percorso è stato fatto di impegno, di scelte, di momenti difficili e di grandi soddisfazioni. Ogni punto vendita, ogni reparto, ogni giornata di lavoro ha rappresentato un pezzo di una storia più grande: una storia italiana, piemontese, profondamente legata alle comunità.
Ho sempre creduto che fare impresa significhi anche prendersi cura. Prendersi cura dei clienti, offrendo presenza e continuità. Prendersi cura dei collaboratori, riconoscendo il valore del loro lavoro. Prendersi cura dei territori, continuando a investire anche nei luoghi più piccoli, dove un negozio può diventare un vero presidio sociale.
Nel tempo, tante persone hanno potuto contare su un lavoro, su una squadra, su un’organizzazione solida. Questo, per me, resta uno dei risultati più importanti. Dietro ogni azienda ci sono volti, famiglie, responsabilità. Non bisogna dimenticarlo mai.
Oggi termina una parte del mio percorso, ma non termina il legame con le persone che hanno condiviso questa strada. Sarò sempre vicino ai lavoratori, anche quando le opinioni saranno diverse, anche quando il confronto sarà difficile, anche quando non condividerò una scelta.
Perché il rispetto non dipende dall’essere sempre d’accordo. Il rispetto nasce dal riconoscere il valore delle persone e della storia costruita insieme.
L’intervista al TG3 è arrivata in un momento carico di emozione. Un passaggio importante, che vivo con gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito a questo cammino: collaboratori, clienti, fornitori, comunità locali e tutte le persone che, in modi diversi, hanno fatto parte di questa storia.
Se oggi posso raccontare questo percorso, è perché non è mai stato il percorso di una persona sola. È stato il lavoro di una squadra. È stata una storia collettiva, fatta di fiducia, rispetto e presenza quotidiana.
Ringrazio il TG3 per l’attenzione dedicata a questa esperienza e per avermi dato l’opportunità di condividere il senso più autentico di ciò che, insieme, abbiamo costruito.
Resta una convinzione che mi accompagna da sempre: un’impresa ha valore quando lascia qualcosa alle persone e al territorio. Non soltanto un marchio, non soltanto un’organizzazione, ma un’eredità fatta di lavoro, relazioni e responsabilità.
Oggi, davanti a una giornata difficile e significativa, il mio pensiero è semplice.
Sun sì.
Sono qui.
Con rispetto. Con gratitudine. Con il cuore vicino a chi ha camminato con me in questi cinquant’anni.

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